Rimettersi in gioco con gli Esercizi?

Incontrare la crisi …

La parola crisi deriva dal greco krino, separo – e dunque la crisi è quell’attimo che separa una maniera di essere da un’altra differente. Ora, dopo tanti esercizi vissuti in prima persona e dati alle coppie, ci piace affermare che non si è vissuta appieno l’esperienza degli Esercizi se non c’è stata una “crisi”. La crisi più forte riguarda come io vedo il Signore: come Giobbe, si finisce sempre per ammettere che “ti conoscevamo per sentito dire”. E si riparte da lì, da un incontro con l’Amore. C’è un prima ed un dopo, senza dubbio. Ma come la coppia entri in crisi, rinasca, si trasformi… questa è l’opera dello Spirito! In ogni coppia, per ogni coppia, lo Spirito non agisce nello stesso modo.

… nella povertà

L’importante è lasciare spazio al Signore di operare, di lasciarsi comunicare e questo diventa lo spazio della nostra povertà… Spesso sono proprio le persone apparentemente meno “preparate”, ma con un cuore aperto, a mostrare le novità più incredibili. Che sono, evidentemente, opera dello Spirito, perché nessuno pensava per loro quei doni spirituali, quelle illuminazioni, quelle comprensioni immediate della loro realtà. In coppia non è importante solo riconoscere le nostre emozioni o sentimenti per gestirli a livello psicologico: questo porta ancora a guardare a noi stessi, a migliorarci e a misurarci. Il Sacramento del Matrimonio è di ordine spirituale, non è di ordine naturale, e porta a vivere a modo nuovo, nella vita nuova. Nella misura in cui avremo una relazione costante e libera con Gesù, sarà Lui a portare la mia difficoltà e preghiera al Padre; e lo Spirito Santo potrà allora riversare nei nostri cuori l’Amore del Padre. Imparare a seguire le intuizioni e lasciarsi alle spalle le suggestioni: questo aprirà a una vita di coppia feconda e vissuta nella carità di piccoli atti offerti. La difficoltà sta tutta nello scorgere che non è attraverso uno sforzo della volontà, una metodologia, in un dovere che si gestiscono le crisi. Solo accogliendo l’Amore nelle nostre povertà e nel riconoscerci tali, svelandoci, potrà nascere il petalo dell’umiltà negli sposi. Proprio in questo “humus” povero, il Soffio potrà raggiungerci e farci così partecipi ogni volta ad una nuova creazione, in cui castità coniugale ed obbedienza reciproca sbocciano come frutto di un Amore più grande.

… e nell’Amore

E sarà glorificare l’altro, ossia dare peso all’altro perché l’altro è sempre l’epicentro. Come l’epicentro del Figlio è il Padre: “Ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre e faccio quello che il Padre mi ha comandato” (Gv 14,31). Allora non è fare molto che serve, ma lasciare “nascere” Gesù, lasciarlo che si riveli nella nostra coppia. Chi ci incontra prima ancora di vedere Giacomo e Sara, o Marco e Letizia, potrà allora scorgere un altro Volto e sentire un altro Profumo. Diventare persone, che nella crisi manifestano sempre un Volto.


 

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