Nella steppa pianterò olmi e cipressi (Is 41, 19)

Quale ascolto di coppia oggi?

Un ascolto frammentato

Molte volte sentiamo parlare di quanto sia importante oggi l’ascolto di coppia, il sapere poree attenzione all’altro durante una conversazione. Già! L’ascolto! Quale mondo interessante e perlopiù per noi battezzati ma ancora poco esplorato!
Sì, perché ascoltare in Dio non è solo riduttivo al cosiddetto ascolto attivo o psicologico, che tende a spiegare come le relazioni umane possono migliorare con l’ausilio di alcune tecniche, attraverso l’impegno personale ed una volontà propria 1. Tutte cose buone, certamente: ma attuabili anche dai pagani, e dunque non necessarie per vivere in Dio.
Peraltro, in una cultura che passa dalla frammentazione alla liquidità, la tendenza a separare dall’uomo la sua dimensione spirituale e’ diventata prassi abituale e costante. Questo ovviamente crea confusione perché chi ne fa le spese di un ascolto esclusivamente versato all’aspetto psicologico sara’ necessariamente lo Spirito Santo, che non viene preso in considerazione! Così poi dove lo mettiamo? Lo ascoltiamo a parte, frammentando ulteriormente l’uomo? Si può ben comprendere come facilmente si incorrerà nel rischio di sapere tutto sulle dinamiche psichiche, ma poco o nulla sulle dinamiche di vita spirituale che non escludono quelle psichiche, ma bensì le comprendono.

Ascoltare nello Spirito

I Padri della Chiesa, ad esempio Sant’Ireneo, ci ricordano che l’uomo è composto da tre dimensioni: corpo, anima e Spirito amore. Ed in queste tre dimensioni risiedono tre vite di una diversa qualità, biologica (bios), psichica (psiche’) e di Dio (Zoe’). Ora è interessante vedere proprio come sia lo Spirito Amore a penetrare la vita psichica e corporea se ivi vi trova accoglienza La vita spirituale è infatti vita nello Spirito e con lo Spirito, poiché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato (Rm 5,5).

Questo passaggio ci ricorda la Madre di Dio che accolse le parole dello Spirito e il grembo fu fecondo. Non si è sforzata di fare molte cose per essere adeguata, ma ha ascoltato e accolto nella libertà. L’ascolto nella libertà diventa un sì, diventa un aderire all’Amore del Padre, o ancora fare la volontà di Dio. Man mano che in me penetra l’Amore di Dio posso iniziare a rinunciare a delle passioni in maniera volontaria, perché sto gustando un “cibo” che non avevo ancora assaggiato. 

L’ascolto diventa libero se la persona e’ libera

Ma libertà da cosa? Sicuramente dalle nostre passioni disordinate, dai nostri attaccamenti nascosti, che ci orientano al mondo pur con sentimenti devoti. E questi sentimenti devoti ci faranno credere di vivere in Dio, mentre invece viviamo nel mondo, con i sentimenti del mondo. Ora, e’ proprio solo dello Spirito possedere la libertà; come il vento che soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va (Gv 3, 8). E la libertà e’ presente solo nel Signore, come possibilità di scegliere sempre e solo il bene: “Il Signore è lo Spirito e dove c’è lo Spirito del Signore, c’è libertà.” (2Cor 3,17).
Dunque, se da un lato noi potremo con molto sforzo anche apprendere l’arte dell’ascolto attivo dall’altro non potremo ancora dire di vivere in Dio, di essere in relazione con Lui quando ascolto un altro. Per di più – se ascoltare l’altro implica comunicarci con l’altro – come possiamo accogliere una totale alterità? Sopratutto, quali sentimenti nasceranno in noi e comunicheremo durante l’ascolto?

Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù

Allora entriamo più in profondità, prendendo in causa i sentimenti! Come potrò mai avere – all’interno di un ascolto personale – gli stessi sentimenti di Cristo Gesù? Molti pensano che guardando e leggendo cosi’ come si comporta Gesù nelle sue azioni, così potrò fare anch’io. Ma una semplice sequela ideale non e’ bastata nemmeno agli apostoli, che pure avevano una condivisione di vita quotidiana. Certo, con una buona dose di volontà potrò anche sacrificarmi fino a compiere gesti di apparente carità… E quando li avrò fatti, come mi sentirò bravo! Comincerò ad osservare quelli che non hanno fatto bene come me… Allora probabilmente giudicherò tutto e tutti, sempre con uno sguardo positivo e di perfezione su di me. Oppure, se per natura sono dotato di buone capacità organizzative, mi sentirò in dovere di prestarmi in vari servizi, nella convinzione che senza di me tutto crolli.

Il punto centrale e’ qui che ho cessato di ascoltare me stesso, o meglio quali passioni mi stanno muovendo, quali pensieri e sentimenti mi orientano. Questo significa non tanto imparare ad ascoltarsi secondo il mondo psichico ma, con la forza e nella luce del sacramento battesimale, intercettare lo Spirito Santo mentre penetra il nostro mondo psichico. Se favoriamo questo movimento, lo Spirito ci feconda di Vita nuova: i nostri sentimenti naturali, sempre considerati solo secondo la psiche, diventano spirituali, cioè psichici abitati dallo Spirito Santo. Come la ragione e l’intelletto, vissuti secondo natura, vedono e capiscono secondo natura, cosi’ accogliendo lo Spirito Santo, la Vita di Dio, inizieremo a vedere a capire le cose dello Spirito.

Ascoltarsi in Dio

Ascoltarsi in Dio è dunque ben diverso che ascoltarsi solo psichicamente, ed i sentimenti psicologici non corrispondono ai sentimenti abitati dallo Spirito. Ora, essendo l’intelletto uno dei sette doni dello spirito 2, i sentimenti abitati – o vissuti nello Spirito – acquisiscono una loro intelligenza. E’ presente allora una intelligenza spirituale del sentimento, quando i sentimenti cessano di essere un mio possesso, attraverso di essi io intus ligo cioè leggo dentro le cose di Dio.
Così più accolgo la vita di Dio più mi apro all’altro e lo accolgo come possibilità di leggere le cose di Dio, di unirmi a Dio tramite l’ascolto dell’altro! E questo non perché imparo mille tecniche sull’ascolto, ma semplicemente vivendo sempre più alla maniera di Dio che e’ sempre trinitaria. La’ dove è Lui che vivendo in me, senza forzarmi, mi dona il Suo Amore – non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me! E dunque, non sarò più io che ascolto, ma Cristo ascolta in me!

Ma come si ascolta nello Spirito Santo?

Lo Spirito Santo lo si può ascoltare attraverso le ispirazioni che Egli ci dona nella vita quotidiana, da non sono da confondere con le suggestioni. In coppia, nel matrimonio è importante conoscerci e quindi ascoltarsi in Dio Padre, capire come come lo Spirito dialoga con noi personalmente prima e come sposi poi. E’ importante saper ascoltare i movimenti dello Spirito Buono, e riconoscere quelli dello spirito Cattivo con le sue caratteristiche. Questo tipo di ascolto ci aiuta nella via del discernimento, dando attenzione a ciò che ci riporta al gusto di Dio e considerando come chiacchiere tutto il resto.
Così anche in coppia, impareremo ad assecondare pensieri e i sentimenti che, unendoci, ci portano alla comunione e ci fanno vivere in Dio,  ed a allontanarci da una vita di alleanze passionali.

  1. Anche se per Thomas Gordon “non bisogna confondere l’ascolto con una mera tecnica. Scopo dell’ascolto attivo è comunicare la nostra comprensione”, resta infatti il problema di quale comprensione noi possiamo mostrare.
  2. L’intelletto è sopratutto intelligenza del cuore oltre che della mente, che accresce le virtù del cristiano e approfondisce, senza aggiungervi nuove nozioni, la conoscenza interiore di Dio

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